Dal 1945 a sostegno degli imprenditori artigiani
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Venezia - 17.12.2009


CONFIDI: "STRUMENTI RICONOSCIUTI DI TRASMISSIONE DELL'AZIONE DI POLITICA ECONOMICA A FAVORE DELLE IMPRESE"


Anche quest’anno, il Consorzio Regionale di Garanzia per l’Artigianato ha organizzato l’ormai tradizionale Convegno di studio. A Fiera di Primiero (TN), il 21 e 22 gennaio, si sono incontrati dirigenti e direttori dei nove Confidi che fanno capo al Consorzio Regionale. “Il tema nodale in discussione per l’occasione -spiega Mario Citron, Presidente del Consorzio- è quello della centralità del ruolo dei Confidi per lo sviluppo economico delle imprese.


Da quando è scoppiata la crisi finanziaria -continua Citron- i Confidi sono stati considerati dagli Enti Pubblici il principale strumento di trasmissione dell’azione di politica economica a favore del tessuto imprenditoriale di riferimento. L’effetto leva virtuoso, che può essere applicato al patrimonio conferito al Confidi dall’Ente pubblico, è la principale caratteristica tecnica che guida la scelta. Un euro di contributo al patrimonio e/o ai fondi rischi dei Confidi, infatti, sviluppa in media venti euro di garanzie concedibili (attraverso il moltiplicatore operativo previsto in convenzione); concetto valido per tutti i Confidi “106” e “107” che operano attraverso la garanzia sussidiaria”.


I Confidi hanno risposto all’appello assumendosi la responsabilità di supportare l’accesso al credito delle imprese associate in un momento congiunturale negativo. L’aumento di operatività avuto nel corso del 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stato mediamente del 25%.

“In considerazione del fatto che la crisi continuerà sicuramente per tutto il 2010 – conclude il Presidente del Consorzio veneto- ci è sembrato doveroso discutere sull’argomento al nostro interno anche con autorevoli esponenti della politica regionale e nazionale, abitualmente “vicini” al mondo delle piccole e medie imprese, confrontandoci su come l’Ente pubblico intenda proseguire nell’azione di supporto dell’attività dei Confidi, in modo da assicurare piena assistenza alle esigenze delle imprese, in termini di accesso al credito”. “Nelle due giornate di lavoro – aggiunge il Vicepresidente, Antonio Sartorello – abbiamo affrontato anche altri temi. Primo fra tutti quello di valutare quando e come i nostri Confidi dovranno iniziare a rilasciare alle Banche le garanzie a prima richiesta – Basilea 2 compliant, in luogo di quelle sussidiarie storicamente erogate”. E la politica cosa ne pensa? La Regione Veneto ha da sempre ritenuto fondamentale il ruolo dei Confidi quale strumento per il sostegno delle PMI venete.

"Ma è stato soprattutto con il manifestarsi della presente crisi, finanziaria prima ed economica poi, -sottolinea Franco Manzato, Vicepresidente della Regione Veneto,- che il ruolo già importante dei Confidi ha assunto per la Regione una rilevanza fondamentale. Come noto, in quest’ultimo periodo, si è assistito al concorrente verificarsi di due eventi particolarmente negativi per la finanza delle PMI: la crisi ha drasticamente assorbito liquidità che il sistema bancario ha dovuto destinare a copertura delle proprie obbligazioni, dirottandola così dal finanziamento all’economia reale. Questo evento, unito all’entrata in vigore definitiva dei criteri di Basilea 2 in materia della concessione del credito, ha avuto come risultato una drastica stretta creditizia nei riguardi soprattutto delle PMI, notoriamente sprovviste di rating”. “In quest’ottica, -prosegue Manzato- la concessione di garanzie collaterali in favore delle PMI da parte dei Confidi si sta rivelando uno degli strumenti principe per alleviare le PMI medesime dalla stretta creditizia in questione. Conscia di ciò, la RV ha provveduto subito, sin dall’autunno 2008 con il primo manifestarsi della crisi, a rafforzare ulteriormente il proprio appoggio ordinario ai Confidi, adottando le stanziamenti straordinari ulteriori al sistema Confidi per un totale di circa 7 milioni, e attivando prontamente la Misura 1.2.1 FESR per il sistema di garanzie sull’innovazione e sull’imprenditorialità, contemplante stanziamenti a favore degli stessi per ulteriori 35 milioni. Ovviamente, come specificato, le iniziative su indicate si sono aggiunte agli stanziamenti ordinari, che fra 2008 e 2009 ammontavano a circa 4 milioni”.

 

“Insomma, in totale, solo in quest’ultimo anno e mezzo sono stati attivati interventi a favore dei Confidi per un totale di quasi 50 milioni. Applicando il moltiplicatore di 1 a 20 indicato dalla stessa Confartigianato, tali interventi sono in grado di consentire emissione di garanzie fino ad un totale di un miliardo di euro, in grado di sostenere, a loro volta, finanziamenti alle PMI per ca. 1,5 - 2 miliardi.

 

Ovviamente, la notevole attenzione dimostrata dalla RV vs i Confidi in termini di stanziamenti non è venuta meno neppure sul fronte dei trasferimenti cash. E’ noto che in questo periodo le misure restrittive adottate dal governo per assicurare il controllo della spesa pubblica, condensate nel “patto di stabilità”, pur giustificabili nell’ottica di un progressivo riaggiustamento dei conti pubblici, rappresentano un forte ostacolo alla materiale erogazione della spesa. Di qui la necessità, per la Regione, di andare ad individuare precisi ordini di priorità nei trasferimenti per cassa. In quest’ambito, abbiamo costantemente posto i pagamenti verso il sistema delle imprese, di cui i Confidi fanno ovviamente parte integrante, fra le priorità fondamentali”.

 

“Non a caso –conclude il Vicepresidente-, essa ha assicurato piena copertura di cassa alla misura FESR, mentre proprio recentemente, nel corso di un riparto straordinario di risorse cash che si è potuto rendere disponibile, la Regione non ha mancato di includere il pagamento degli arretrati dei Confidi a valere sugli altri interventi straordinari. Allo stato attuale, dalla situazione delle liquidazioni passateci dalla Ragioneria, risulta che del totale di 10,6 milioni stanziati fra 2008 e 2009, siano stati erogati già 6,5 milioni, ossia il 62%, mentre dei 35 milioni del fondo FESR ne siano stati erogati già 24, ossia il 68,5%.

 

Tenendo conto del fatto che, in media, per la nostra Regione, l’incidenza dei limiti di uscite di cassa previsti dal Patto sul totale della massa spendibile è attualmente pari a poco meno del 25%, queste percentuali sono un indicatore più che eloquente dell’attenzione che la Regione dimostra vs i Confidi anche nel settore “trasferimenti””.

 

“La massima efficacia di uno strumento si ottiene se esiste perfetta sinergia tra chi lo crea chi lo utilizza”. Inizia da questa convinzione il ragionamento del Senatore Paolo Franco, imprenditore di Chiampo (VI) e già segretario della 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro) nella scorsa legislatura.

 

“Nel caso specifico dei Confidi, il confronto si sviluppa tra la primaria esigenza propria del mondo dell'impresa di poter accedere al credito in misura equa e vantaggiosa, e quella della politica, impegnata nella tutela delle funzioni fondamentali del credito a garanzia sia del risparmio che dell'investimento”.

 

“L'esperienza personale di imprenditore e al contempo di parlamentare –prosegue Franco- mi ha permesso di cogliere appieno entrambi questi aspetti. Aver vissuto i primi momenti nella nascita dei Consorzi fidi, e quindi conosciuto le motivazioni primarie e cruciali per le quali la piccola impresa inseguiva strumenti innovativi volti ad individuare condizioni migliori per i propri finanziamenti con costi convenzionati e contenuti, ed aver contribuito all'evoluzione legislativa per la regolazione delle funzioni e dimensioni dei Consorzi, mi ha offerto un osservatorio privilegiato dal quale continuo a seguire con attenzione i positivi risultati del sistema Confidi.

 

Tra i molti raggiunti, ne voglio sottolineare uno in particolare, magari apparentemente marginale rispetto alla funzione basilare dei Consorzi, ma che oggi, dopo la grave crisi conseguente la speculazione finanziaria, rappresenta un segnale importante: l'indice di solvibilità e i livelli di sofferenza del sistema hanno sempre indicato valori qualitativamente importanti, assegnando alle imprese consorziate e ai Confidi meriti di qualità finanziaria impensabili all’interno dei fruitori del sistema creditizio ordinario”

 

“Gli impegni parlamentari mi hanno recentemente destinato anche al controllo di un altro importante ed innovativo strumento, che sotto il profilo della qualità finanziaria manifesta alcune assonanze con i Consorzi fidi: si tratta della vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti, che nel 2009 ha iniziato un radicale percorso di rinnovamento a favore del finanziamento dell'imprenditoria privata”.

 

“Lo strumento dei Confidi -conclude il Senatore- e quello della Cassa Depositi e Prestiti, costituiscono oggi due elementi assolutamente indispensabili agli equilibri finanziari dell'impresa e allo sviluppo infrastrutturale, e dimostrano come, nonostante la consistente variazione nel tempo dei mercati e delle relazioni economiche nazionali ed internazionali, alcuni parametri qualitativi della finanza – che si identificano nei principi basilari della nostra concezione dell’attività d'impresa – rimangono pilastri fondanti intangibili”.

 

LA QUALITA’ DELLA GARANZIA RILASCIATA DAI CONFIDI

Uno dei temi divenuto centrale per i Confidi è la qualità della garanzia rilasciata. Dal 1° gennaio 2010, infatti, tutti i Confidi con un volume di attività finanziaria superiore a 75 milioni di euro sono diventati intermediari finanziari vigilati. In quanto tali possono rilasciare, da normativa vigente, garanzie Basilea 2 compliant, cioè garanzie a prima richiesta, immediatamente escutibili dagli Istituti di credito, in sostituzione di quelle sussidiarie storicamente rilasciate fino ad oggi. I Confidi hanno il dovere di sfruttare a pieno questa opportunità.

 

Ne è convinto Vito Sanfilippo, direttore del Consorzio Regionale di Garanzia per l’Artigianato: “abbiamo promosso questa giornata di studio proprio per approfondire “quando e come” il nostro sistema di Confidi dedicati all’artigianato dovrà rilasciare le garanzie qualificate. La scelta sulla qualità della garanzia da rilasciare per i Confidi –spiega Sanfilippo-, sussidiaria o a prima richiesta, è infatti facoltativa e può anche essere differente se a rilasciarla è un Confidi “106” o un Confidi intermediario finanziario iscritto all’elenco speciale di cui all’art.”107” del Testo Unico Bancario. Essa può assumere una valenza diversa in base al metodo di valutazione del rating del prenditore adottato dalle banche che la ricevono”.

 

“Sono convinto comunque –conclude il Direttore- che la scelta dovrà essere fatta quanto avremo la chiara percezione che il “mercato” sarà disposto ad assecondarla, cioè quanto le banche decideranno di valorizzare adeguatamente la garanzia a prima richiesta, cosa che ad oggi non si è ancora verificata. Ci aspettiamo infatti che le banche applichino alle nostre imprese socie garantite un pricing inferiore in presenza di garanzia qualificata”. “L’anno appena iniziato è destinato a segnare uno spartiacque nel mercato delle garanzie”.

 

E’ questa l’opinione del Docente in Economia degli Intermediari Finanziari Università degli Studi di Firenze Lorenzo Gai che spiega: “Da un lato i Confidi con un certo volume di garanzie si saranno trasformati tutti in intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. Dall’altro, conseguentemente, essi potranno rilasciare garanzie personali a prima richiesta valide a mitigare gli assorbimenti patrimoniali delle banche in ottica Basilea 2. Affinché questa nuova modalità operativa, già riflessa in diverse nuove convenzioni banche-Confidi, possa compiutamente decollare serve che si realizzino un paio di condizioni di fondo. La prima è che i Confidi riescano a controgarantirsi presso altri soggetti abbattendo così, a loro volta, il rischio assunto per il quale la propria dotazione patrimoniale potrebbe altrimenti presto rivelarsi inadeguata. In tal senso il recente annuncio da parte del governo del potenziamento, in termini di risorse assegnate, del Fondo centrale per le PMI e l’apertura della sua operatività anche al mondo artigiano sembrano andare nella auspicata direzione”. “La seconda è che le banche sappiano “prezzare” correttamente -in termini di costo dell’accesso al credito delle imprese artigiane associate ai Confidi- il positivo impatto sui loro conti dell’esistenza di tali forme di garanzia.

 

Conviene a tal proposito rammentare come in presenza della controgaranzia pubblica, l’affidamento concesso non assorba un solo euro di patrimonio bancario. Su questo secondo versante ancora un po’ di strada deve essere fatta, in quanto le banche non sembrano ancora disposte a riconoscere nella giusta misura, che non sia meramente commerciale, la valenza di una garanzia Basilea 2 compliant che appare di ben altra “consistenza” rispetto a quella sussidiaria finora rilasciata”. Alessandro Carpinella, Director, Corporate Finance di KPMG Advisory S.p.A crede invece che: “l’evoluzione del “prodotto garanzia” da “sussidiaria” verso “a prima richiesta”, ritenuto dalla gran parte degli osservatori e degli operatori progressivo e inevitabile, non vada vissuto passivamente. In primo luogo, gli operatori coinvolti (banche, imprese, i confidi stessi) devono essere pienamente consapevoli del fatto che una garanzia a prima richiesta “vale” realmente molto di più di una garanzia sussidiaria, perché fornisce alla banca un beneficio sostanziale, specie in questi momenti di difficoltà patrimoniale.

 

Come indicazione strategica e pratica per i Confidi, ne deriva che il passaggio alla garanzia “a prima richiesta” deve essere accompagnato a una sostanziale modificazione delle condizioni economiche riconosciute dalla banca al cliente tramite il Confidi.

 

Sono a mio giudizio da evitare da parte dei Confidi, quindi, semplici “traslazioni” del meccanismo di escussione della garanzia, quando non avvengano in presenza una sostanziale revisione delle condizioni convenzionate”. “In secondo luogo –prosegue Carpinella-, va rafforzata la consapevolezza che il meccanismo della “prima richiesta” richiede processi operativi banca-Confidi diversi dal passato: essa necessita di un dialogo più sistematico, di una condivisione e di un interscambio di flussi informativi stabile ed automatizzato, della condivisione dei fondamentali punti di controllo andamentale.

 

Non è quindi solo una questione di contrattualistica e di prezzi, ma anche di processi operativi che abilitino effettivamente i Confidi ad erogare con adeguata visibilità sui rischi una garanzia “a prima richiesta”. In ultima istanza, si deve evitare di confondere questo tipo di garanzia con una sorta di “bancomat” a cui attingere al minimo problema.

 

La formula impone maggiore responsabilizzazione a tutte le parti coinvolte e quindi tanto più presuppone una negoziazione, una gestione non formalistica ma “di business”, da parte della banca e del Confidi, dell’escussione. Niente “arroccamento” su posizioni superate dal mercato e dalla normativa, quindi, ma neanche “fughe in avanti” che non abbiano un’adeguata contropartita strategica e contrattuale”.


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