C'è tempo fino al 12 settembre per dotare i veicoli delle scatole nere per il monitoraggio dell'operatività imposte dal nuovo sistema telematico di tracciabilità (SISTRI). La "corsa" al montaggio è partita in questi giorni.
8100 i mezzi in dotazione alle 2700 imprese del settore in provincia di Venezia. Tradotto, oltre 150 scatole nere da installare in poco più di un mese per ognuna delle 52 autofficine autorizzate attive nel territorio.
Se da un lato SISTRI - il nuovo sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti speciali voluto dal Governo - porterà maggiore trasparenza e legalità nell'operato delle aziende che producono, trasportano o smaltiscono scarti di lavorazione, dall'altro sta creando alle stesse imprese non pochi grattacapi in termini di tempistiche per adeguarsi ai numerosi e complessi cambiamenti.
Tra questi, l'obbligatorietà per le aziende del settore di dotare ognuno dei propri mezzi di una "black box", una scatola nera che, agendo da GPS e GPRS, sarà in grado di registrare ogni singolo movimento compiuto dal mezzo incaricato di smaltire i rifiuti, riuscendo così a monitorare il regolare svolgimento delle operazioni. Le operazioni e gli spostamenti dell'operatore del mezzo, infatti, verranno segnalati in tempo reale, tramite la "black box", al cervellone centralizzato in dotazione al Ministero dell'Ambiente. Quindi, una volta raccolti e stipati i rifiuti, l'operatore dovrà rendere noti i dati sulla qualità, quantità e destinazione degli stessi, caricandoli nella "black box", che li trasmetterà immediatamente agli organi di vigilanza del Ministero.
L'applicazione obbligatoria della "scatola nera", annunciata dal Governo in questi giorni, dovrà essere attuata entro il 12 settembre e coinvolge 2700 aziende di trasporto rifiuti (autonome e conto terzi) in provincia di Venezia, per un totale di circa 8000 mezzi in dotazione. Considerando che le autofficine operative nel territorio provinciale autorizzate all'installazione delle scatole nere sono 52 (hanno ottenuto la qualifica dopo aver effettuato un apposito corso di formazione promosso dal Ministero dell'Ambiente), ogni ditta di autoriparazione dovrà installare, in poco più di un mese, oltre 150 scatole nere, per una media di oltre due ore lavorative a scatola. Una mole di lavoro insostenible, anche perchè la maggior parte delle aziende ad agosto chiude per ferie o lavora a personale ridotto.
Per questo, Confartigianato Provinciale di Venezia, che conta oltre una trentina (sulle 52 complessive) di officine autorizzate all'iinstallazione della black box e numerose aziende di trasporto rifiuti, chiede al Governo una proroga delle scadenze.
"L'introduzione della black box nei mezzi di trasporto e smaltimento rifiuti rappresenta un ulteriore passo avanti a vantaggio delle aziende che operano nel rispetto delle leggi - spiega il presidente degli autoriparatori aderenti a Confartigianato Provinciale di Venezia Emanuele Della Regina -. Però il Governo deve rendersi conto che i tempi imposti alle aziende per mettersi a norma sono insufficienti. Già l'adozione del sistema SISTRI, infatti, è stata prorogata perché si è capito, dopo che anche noi lo abbiamo sottolineato più volte, che le aziende non avrebbero potuto compiere nell'arco di poche settimane la ‘rivoluzione informatica' richiesta. Ma anche questa volta ci troviamo con l'acqua alla gola in due: le aziende di trasporto rifiuti e noi autoriparatori. Le officine autorizzate sono infatti pronte per l'installazione delle scatole nere nei mezzi, però viene loro imputata una mole di lavoro abnorme da eseguire in un tempo esiguo; di contro, le aziende di trasporto e smaltimento rifiuti si vedono costrette a compiere una corsa pazza per prenotare in tempo l'installazione delle black box, onde evitare di dover fermare i propri mezzi; cosa che, se dovesse avvenire, li porterebbe a una perdita economica molto consistente in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo".
"Gli obiettivi del governo sono assolutamente condivisibili, poiché con SISTRI e, ora, con la novità della black box, si dovrebbe ottenere più legalità e trasparenza nello smaltimento dei rifiuti aziendali – fa eco il presidente di Confartigianato Provinciale di Venezia Giuseppe Molin -. Il fatto che però alle aziende non venga concessa una fase transitoria per adeguarsi alle novità tecnologiche e informatiche richieste, appesantirà i non pochi problemi pratici che pur erano stati prospettati a suo tempo al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Per questo, anche per l'installazione della scatola nera nei mezzi di trasporto rifiuti, chiediamo al Governo di fare tesoro delle problematiche riscontrate con l'applicazione di SISTRI e di concedere alle imprese una proroga fino a fine anno per mettersi a norma."