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19/07/2010


UNATRAS AVVIO DI UNA NUOVA VERTENZE CON IL GOVERNO - COMUNICAZIONI SUL NUOVO FERMO DEI TRASPORTI E SUGLI INTERVENTI DEL GOVERNO


Si informa che nei giorni scorsi l'UNATRAS, preso visione dell'assenza dalla Manovra dell'emendamento sull'accordo stabilito nello scorso mese di giugno (vedi anche plot. 445 del 2/07/2010) che, ricordiamo, prevede:
• rafforzamento degli accordi di settore;
• tempi di pagamento e di carico e scarico;
• gestione dei pallets;
• azione diretta da parte del sub vettore;
• revisione delle procedure per il controllo e l'applicazione delle norme sulla corresponsabilità


ha riproclamato il fermo dei servizi dell'autotrasporto secondo modalità che verranno stabilite dalla riunione del Comitato Esecutivo, che sarà convocata probabilmente per la mattina del 29 luglio. In quell'occasione sarà quindi decisa la data del fermo, che però difficilmente avverrà prima di settembre. Unatras ha anche inviato una lettera sull'argomento al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.


Non è ancora chiaro quando e come sia sparito il testo sull'autotrasporto dall'emendamento. Secondo una prima ricostruzione, la scomparsa sarebbe avvenuta dopo l'approvazione dell'emendamento da parte della Commissione del Senato e prima dell'invio alla votazione dell'aula, che è avvenuta il 15 luglio, tramite fiducia.
In questo lasso di tempo, l'unico passaggio di cui siamo a conoscenza è quello della visione del Presidente della Repubblica.
Le associazioni dell'autotrasporto si sono accorte della scomparsa dei provvedimenti solo nei giorni scorsi.


Immediata la replica del Governo che, nel Consiglio dei Ministri del 16 luglio scorso, ha approvato un decreto legge che recepisce nuovamente l'intesa di giugno. Ma la battaglia al provvedimento maggiormente avversato da Confindustria, ossia l'applicazione dei costi minimi del trasporto (che le associazioni dei committenti definiscono "tariffe minime"), non è ancora finita.
Infatti, il decreto legge dovrà essere confermato attraverso il consueto iter parlamentare - "Il ricorso ad un provvedimento d'urgenza di per sé non è risolutivo, anche perché nel percorso di conversione si dovrà discutere con il Parlamento, dove non sempre si riesce a far comprendere le nostre ragioni", hanno affermano le principali Associazioni di categoria che riconoscono comunque che il decreto "è la dimostrazione di una volontà precisa".


Ulteriore problema aggiunto è il recente intervento dell'Antitrust che poco dopo l'annuncio del decreto legge, per voce del Antonio Catricalà, ha precisato: "Dopo avere annunciato una politica di liberalizzazioni il Governo, contraddicendosi, ha varato oggi un decreto legge sull'autotrasporto che nella sostanza ripristina tariffe minime inderogabili, senza tenere conto delle ragioni del mercato chiaramente espresse nella segnalazione tempestivamente inviata".


Non appena possibile forniremo aggiornamenti sulla questione.


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